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Tamburro non appartiene al coro nutrito degli esistenzialisti.
Egli è sensibile profondamente alle ragioni del suo
esserci, ma risponde fortemente in maniera esistensiva.
La lettura della vita la conduce prestanto attenzione
agli aspetti della quotidianità e dei rapporti sociali,
ma anzichè caricarli di tragedia senza telos, li ammanta
di un dramma votato alla compartecipazione, alla risoluzione
empatica, dove c'è spazio per la lotta e la consapevolezza
psichica della rinuncia, e dove la poetica delle piccole
cose incomincia ad illuminare il "nostro esserci"
con nuove primavere urbane. I quadri di Tamburro ci
regalano preziose atmosfere esistentive, in cui lo spessore
della vita viene colto nel "problema che incombe",
e non nella problematizzazione dell'esistenza. quadri
come caffè di notte, ipnosi e caffè proibito del 2003,
e quadri come vecchia locomotiva, lucciole di notte,
vetrina tram n°948, Cafè tra luce e ombra, Spiaggia,
Donna che si specchia, Tracce sulla neve e fuoco, tutti
nel 2005, non fanno altro che consegnarci questo
senso di compartecipazione emotiva alla vita, con quei
problemi che richiedono una presa di posizione. Quadri
come Periferia cromatica, Primavera, Sensazioni musicali
e Spiaggia, tutti riportati in questo catalogo, non
possono non trasmetterela speranza di archviare la passività
del comportamento, per sostituirla con l'apprezzamento
della vita, nonostante questa rischi di restare asfissiata
dalle artificilità di una società livellante verso il
basso e ricca di mistificazioni commerciali.
Scrivendo di lui , Alberto Sughi
ha sottolineato che la pittura di Antonio Tamburro "si
confronta col tempo lungo della storia e della vita
ell'uomo", perchè è al di spra delle mode. Come
non si può non condividere questa affermazione. Il tempo
lungo della storia è quello che Tamburro sta iempendo
di opere fulgide, che si lasciano ammirare per il piacere
di condividere "la vita dell'uomo". E non
è proprio vero che egli sia il "solitario della
pittura" come, rispettosamente, lo definiva Francesco
Cardea qualche anno fa sulla rivista Arte Mondadori,
poichè ci è facile contestare che la sua pittura ha
trovato emulatori ed epigoni in Alessandro Papetti,
Fabio Calvetti, Francesco Toraldo e in tanti altri giovani
che credono nella pittura di qualità.
Aldo
Carrozza
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